Portraits in Dramatic Time

Portraits in Dramatic Time presenta una sequenza di ritratti in movimento di artisti e attori di ogni genere e nazionalità, in gruppo o singolarmente, famosi e meno conosciuti. Di particolare interesse è la tecnica dell’hyper-slow-motion video con cui queste sequenze sono state realizzate: l’azione si svolge all’interno di un set di 3×3 metri e dura circa 10-15 secondi, ma viene ripresa utilizzando videocamere ad altissima velocità e risoluzione in grado di catturare 1.000 fotogrammi al secondo. Il risultato ottenuto è quindi una serie di video di circa 10 minuti, in cui l’azione appare estremamente rallentata: una sequenza di gesti il cui mutare è quasi impercettibile, un ritratto in movimento nel quale si dispiega l’unicità artistica ed espressiva di ciascun attore. In questo modo il gesto drammatico viene concentrato e portato alla sua essenza. Ogni azione è stata costruita per rappresentare uno stato emozionale tramite una metafora fisica. Questo viene reso esplicito attraverso vari elementi narrativi : le cause (problema, trama, tema o contesto in cui si muove l’attore), le conseguenze (deliberate manifestazioni dei sentimenti attraverso gesti ed espressioni), gli stati d’animo indotti o le emozioni spontanee. Portraits in Dramatic Time è stato commissionato dal Lincoln Center Festival presentato al nel 2011: i video sono stati proiettati su uno schermo gigante posto sulla facciata del David H. Koch Theater: la piazza si è trasformata in un museo a cielo aperto e l’intero edificio è diventato un’opera d’arte. Con Portraits in Dramatic Time David Michalek prosegue nel percorso iniziato con Slow Dancing, installazione che ha debuttato al Lincoln Center nel 2007 e che presenta 45 ritratti in movimento di danzatori di tutto il mondo. Slow Dancing è stata presentata alla Biennale di Venezia nel giugno 2008.

David Michalek nato a San Francisco nel 1967, si è laureato in letteratura inglese presso l’Università della California, a Los Angeles nel 1990 ed ha inoltre studiato regia cinematografica all’Università di New York. Ha lavorato per due anni come assistente per il noto fotografo Herb Ritts, a partire dal 1989. Nel 1991 ha iniziato la sua carriera professionale come fotografo lavorando regolarmente come artista ritrattista per alcune riviste come il New Yorker, Vanity Fair, Interview e Vogue. A partire dalla metà del 1990, Michalek ha iniziato a sperimentare la creazione di performance e installazioni, e lo sviluppo di progetti multidimensionali su larga scala. I suoi progetti, realizzati da solo o in collaborazione, sono stati esposti sia a livello nazionale che internazionale, con una recente mostra personale all’Università di Yale, al Museo Brooklyn e presso Kitchen. Ha collaborato con il regista Peter Sellars per due lavori teatrali: Kafka Fragments, presentato alla Carneige Hall, e St. François D’Assise, presentato al Festival di Salisburgo e all’Opera di Parigi. Ha realizzato inoltre altri film e cortometraggi per teatro in collaborazione con Tallis Scholars, John Malpede e L.A.P.D. per tre creazioni, Agent and Assets, The Skid Row Museum, e RFK in EKY, nonché con la Brooklyn Philharmonic in un progetto per il Museo di Brooklyn, la serie “Music of the Walles”. Uno dei sui progetti maggiormente acclamati dalla critica è 14 Stations, creazione realizzata in collaborazione con uomini e donne che stavano superando la condizione di senza tetto, attraverso l’affiliazione all’Interfaith Assembly on Homelessness and Housing (IAHH), la cui sede si trova presso la Cattedrale di St. John the Divine a New York. La creazione si ispira al rito tradizionale cristiano della devozione, La Via Crucis, utilizzando in ogni stazione un uomo e una donna differente per interpretare la figura di Cristo. David Michalek è stato insignito di numerosi premi e borse di studio da parte, tra gli altri, della Franklin Fornace, della Durfee Foundation, del California State Arts Council, della Jerome Robbins Foundation, della Karen-Weiss Foundation, e da parte del Performing Art Center della Contea di Los Angeles (che lo ha premiato per la creazione Slow Dancing). Ha partecipato ad una residenza d’artista all’interno del World Performance Project dell’Università di Yale che ha avuto inizio nella primavera del 2007. È inoltre professore visitatore alla Yale Divinity School, dove tiene delle lezioni di arte e religione.

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