Slowdancing

Slowdancing è un’innovativa e tecnologicamente avanzata serie di 43 ritratti realizzati attraverso la tecnica dell’hyper-slow-motion video ideata dall’artista David Michalek. In questi ritratti compaiono ballerini e coreografi provenienti da tutto il mondo, la cui sequenza di movimenti – della durata massima di 5 secondi – viene proiettata su tre mega-schermi posizionati in ampi spazi aperti come strade, piazze e facciate di palazzi. Di particolare interesse risulta essere la tecnica con cui queste sequenze sono state realizzate: le riprese sono state effettuate all’interno di un set appositamente costruito ed utilizzando videocamere ad alta velocità e risoluzione in grado di catturare 1.000 fotogrammi al secondo (normalmente le videocamere registrano 30 fotogrammi al secondo). Il risultato ottenuto è quindi una serie di video di circa 10 minuti ciascuno in cui le immagini appaiono estremamente rallentate. Le sequenze, proiettate a gruppi di tre su mega-schermi, vengono accostate con un sistema di scelta casuale in modo tale da mettere il pubblico nella condizione di confrontare contemporaneamente ballerini provenienti da stili e culture estremamente diversi.Quello che in principio appare come una serie di immagini statiche si rivela poi essere una sequenza di gesti il cui mutare è quasi impercettibile, un ritratto in movimento nel quale si dispiega l’unicità artistica ed espressiva di ciascun danzatore. L’osservatore può quindi scegliere se focalizzare la propria attenzione sull’intera esecuzione di un ballerino o se invece osservare l’esecuzione simultanea proposta su più schermi. Questa proiezione estremamente rallentata offre all’osservatore una possibilità unica e forse irripetibile di comprendere l’estrema complessità di gesti apparentemente semplici, riuscendo a cogliere dettagli che in condizioni normali sfuggono all’occhio nudo.

David Michalek Nato a San Francisco nel 1967, si è laureato in letteratura inglese presso l’Università della California, a Los Angeles nel 1990 ed ha inoltre studiato regia cinematografica all’Università di New York. Ha lavorato per due anni come assistente per il noto fotografo Herb Ritts, a partire dal 1989. Nel 1991 ha iniziato la sua carriera professionale come fotografo lavorando regolarmente come artista ritrattista per alcune riviste come il New Yorker, Vanity Fair, Interview e Vogue. A partire dalla metà del 1990, Michalek ha iniziato a sperimentare la creazione di performance e installazioni, e lo sviluppo di progetti multidimensionali su larga scala. I suoi progetti, realizzati da solo o in collaborazione, sono stati esposti sia a livello nazionale che internazionale, con una recente mostra personale all’Università di Yale, al Museo Brooklyn e presso Kitchen. Ha collaborato con il regista Peter Sellars per due lavori teatrali: Kafka Fragments, presentato alla Carneige Hall, e St. François D’Assise, presentato al Festival di Salisburgo e all’Opera di Parigi. Ha realizzato inoltre altri film e cortometraggi per teatro in collaborazione con Tallis Scholars, John Malpede e L.A.P.D. per tre creazioni, Agent and Assets, The Skid Row Museum, e RFK in EKY, nonché con la Brooklyn Philharmonic in un progetto per il Museo di Brooklyn, la serie “Music of the Walles”. Uno dei sui progetti maggiormente acclamati dalla critica è 14 Stations, creazione realizzata in collaborazione con uomini e donne che stavano superando la condizione di senza tetto, attraverso l’affiliazione all’Interfaith Assembly on Homelessness and Housing (IAHH), la cui sede si trova presso la Cattedrale di St. John the Divine a New York. La creazione si ispira al rito tradizionale cristiano della devozione, La Via Crucis, utilizzando in ogni stazione un uomo e una donna differente per interpretare la figura di Cristo. David Michalek è stato insignito di numerosi premi e borse di studio da parte, tra gli altri, della Franklin Fornace, della Durfee Foundation, del California State Arts Council, della Jerome Robbins Foundation, della Karen-Weiss Foundation, e da parte del Performing Art Center della Contea di Los Angeles (che lo ha premiato per la creazione Slow Dancing). Ha partecipato ad una residenza d’artista all’interno del World Performance Project dell’Università di Yale che ha avuto inizio nella primavera del 2007. È inoltre professore visitatore alla Yale Divinity School, dove tiene delle lezioni di arte e religione.

 

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